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19 MARZO: LA FESTA DEL PAPÀ

Per me non è un giorno felicissimo da festeggiare perché io il papà non ce l’ho più e l’ho perso in modo molto violento ed ingiusto, però è un giorno importante per riflettere, fare qualcosa…

….come ricordare o non dimenticare mai;

…come condividere con chi mi può capire. La morte è più forte della vita perché impedisce di vedersi, di toccarsi, di parlarsi – il silenzio e il vuoto creano molto dolore…SENTI LA MANCANZA – ma non è più forte dell’amore, del legame e del ricordo che vivranno sempre. Infatti da quel giorno non ho mai smesso di avvertire la presenza di mio padre in ogni mio risveglio, momento importante, comportamento e sbaglio. Con un raggio di sole potente come una mano che si appoggia sulla spalla o non riuscire ad alzarsi dal letto perché quel giorno è proprio meglio così, perdere qualcosa e ritrovarla in un posto assurdo; a volte (quando sono demoralizzata, triste e priva di entusiasmo perché non riesco a realizzare i miei sogni e qualcuno o qualcosa frena il mio cammino) mi sento come una marionetta con qualcuno che muove i miei fili e mi fa rialzare in piedi anche se fa male ed è difficile…È lui e c’è sempre. Sono io a volte che lo ignoro, faccio le mie cavolate, perché nessuno può influire sul libero arbitrio, ma lui c’è, lui vive in me, in te, in noi;

…come ricordare a chi ha ancora il papà, di festeggiarlo, basta un abbraccio, un bacio in più, fargli una telefonata in qualunque angolo del mondo e qualunque tipo di rapporto ci sia tra di voi. Amore, stima, rabbia, odio, rancore, non vi parlate più. Oggi non importa… ditegli solo “ti voglio bene”. Vi garantisco che a tutti i papà del mondo farà piacere e voi vi sentirete meglio.

…come portare a casa un po’ di zeppole, sono buonissime.   


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