Parliamo di…

UN CALCIO ITALIANO SENZA PALLE

imagesSe io fossi la Regina d’Inghilterra avrei una voglia matta calcio_in_culo-300x296di dare un bel calcione nel sedere a Mario Balotelli,  non per la sua presunzione né perché sia anche colpa sua se l’Italia ha perso la partecipazione ai Mondiali in Brasile, ma piuttosto per l’atteggiamento, per il modo in cui lui e tutta la nazionale di calcio italiana hanno saputo gestire la sconfitta che è stata certamente molto amara,  ma peggio ancora è stata SENZA PALLE, escluso il pallone che rotola !

Premetto che io non sono né un’esperta, né un’appassionata di calcio: non sono proprio la persona adatta a giudicare questo sport dal punto di vista tecnico, tattico e tanto meno conosco tutta la robaccia pulita o sporca che vi ruota intorno. Sono semplicemente una persona che ogni quattro anni viene un po’ contagiata dalla febbre dei Mondiali ed osserva, ascolta….Inevitabilmente se ne sentono di tutti i colori… non solo del mondo del calcio ma anche del tennis, del ciclismo, dell’atletica, dell’automobilismo, etc, etc. Questo è quello che ormai è diventato lo Sport.

Ieri sera ho guardato la partita dell’Italia vs Uruguay e, come molti, ho assistito sicuramente a 90 minuti davvero “particolari” e discutibili pur sapendo che le premesse non erano delle migliori, che in confronto alle altre squadre, ad altri calciatori, gli Azzurri avrebbero avuto notevoli img1024-700_dettaglio2_Pirlo-Italia-Costa-Rica-Reutersdifficoltà da affrontare:

– il caldo soffocante e l’umidità allucinante del Brasile;

– il non riuscire a correre agili e veloci come i colleghi  Brasiliani o come i Ghanesi che sono abituati a correre dietro alle gazzelle sotto il sole africano;

klose-gol-vs-ghana-Brasile-2014-foto-profilo-twitter-goals– il non riuscire a fare pressing, né fare più gol possibili, né ad avere lo spirito giusto. La partita che mi ha divertito di più è stata Germania vs Ghana: un vero spettacolo. Inoltre ho adorato i Ghanesi che sono entrati negli spogliatoi allegri, sorridenti, a ritmo di canti e tamburi ed insieme ad uno della squadra che con un vassoio pieno di tramezzini chiudeva il gruppo.

– un cambio generazionale destabilizzante anche se i giovani mi sono sembrati più addormentati dei veterani. E meno male che ieri c’erano Buffon para tutto e Pirlo la super trottola;

– un arbitro assolutamente ignobile, ingiusto, inappropriato ed eccessivo.

– una squalifica inesistente quando i falli degli avversari non venivano nemmeno visti e/o fischiati;morso_suarez_chiellini_video_foto-1
– il morso del “roditore” Suarez.

 

I motivi per cui l’Italia ha perso contro l’Uruguay sono molteplici e ne parleranno all’infinito. Questo fa parte del gioco e degli appassionati…lo si odia e lo si ama. O SI VINCE O SI PERDE ed una sconfitta, anche la più dolorosa, può aiutare – forse – a risolvere,  a cambiare ciò che non va,  a tagliare i rami vecchi, a fare pulizia e a trasformare le debolezze e gli sbagli in nuove potenzialità.

tumblr_lzye3uxKOJ1rpw880o1_500vigliaccoQuello che però – per me e probabilmente solo per me – è stata un’ennesima figuraccia all’immagine dell’Italia è la reazione da vigliacchi alla sconfitta, da parte di quasi tutti i principali protagonisti del calcio italiano.

Due che immediatamente dopo la partita si dimettono, con motivazioni sensate, ma forse precipitose.  Uno afferma “Mi dimetto, mia la responsabilità, ma non ho rubato”.  Io comprendo le ragioni di un allenatore, non è assolutamente piacevole essere infamato, ma allora non doveva firmare il contratto prima dei Mondiali ed invece di scappare avrebbe potuto prima dimostrare le sue ragioni e le sue verità. Così facendo il prossimo CT parte già svantaggiato. Diciamo piuttosto che è finita la voglia di allenare i giocatori italiani e un calcio poco motivante quando all’estero la situazione è molto più allettante con giovani calciatori davvero affamati di calcio e di voglia di fare GOAL, insieme a club e a nazionali disposte a pagare molto, ma molto di più!

L’altro: “Lascio Anch’io”.

Ma tutti che lasciano la nave mentre affonda e che fa acqua da tutte le parti. Tutti che dicono BASTA, ma che immagine è dello Sport e dell’Italia ??!

Ma ciò che più mi ha indignato è stato l’atteggiamento di Mario Balotelli: un’ora prima ha lasciato gli spogliatoi e ha abbandonato i suoi compagni per andarsene sul pullman ad aspettare…

images-1Caro Mario, ma non lo sai che i fallimenti si affrontano insieme. Non ti piace essere il capro espiatorio, e forse non lo saresti stato perché gli sbagli e le colpe sono un po’ di tutti,  ma così facendo tu ti sei condannato da solo a questo triste ruolo. Forse sono stati i tuoi compagni a cacciarti dopo il tuo comportamento non “molto sportivo” in campo, ma a costo di prendermi calci e pugni, io – se fossi stato in te – non me ne sarei mai andato. Hai preso un cartellino giallo e da quel momento, come ogni volta che hai subìto un’ingiustizia, una critica oppure un’offesa, ti sei innervosito e hai pensato solo a te stesso, dimenticandoti di tutto specialmente che ci sono molti ragazzini che oggi ti prendono ad esempio. Addirittura per alcuni sei un Idolo !! Tu a quel punto invece di tirare fuori la grinta in modo vincente, hai pensato che non avresti più potuto giocare bene e allora al diavolo tutto, compreso le grandi aspettative che immagino tutti avessero su di te…i tuoi compagni di squadra, il mister e tutti gli Italiani.

Per essere un campione non basta saper fare goal con i piedi in campo, bisogna saperlo fare con la squadra, come con il cuore e con l’anima. 

Che brutto finale e che brutto non saper perdere…povera Italia !!!

Evviva Messi che lotta per salvare la sua Argentina !!!!

hi-res-0ef73f32378282c4c5697c53604f3d2c_crop_north

 

 

 

Annunci

“CHAMPAGNE” DIVENTA UN CARTONE ANIMATO

Peppino di Capri ha proprio deciso di farsi un bel regalo per festeggiare i 40 anni della sua celebre canzone “Champagne”. È diventata un cartone animato e veramente un bel modo per far rivivere una delle storie d’amore più appassionanti degli anni ’70.

“Champagne per brindare a un incontro con te che già eri di un altro”, è una canzone d’amore, ma è soprattutto l’istantanea di una passione di poche ore, d’una sola notte. 

L’artista caprese ha deciso di festeggiare così con qualcosa di molto colorato, da battito di cuore e il risultato credo proprio sia quello desiderato: freschezza, eleganza, un pizzico di nostalgia e stile senza tempo.

“Amarti come sei, la prima volta, l’ultima…”

 

A SAD DAY

19 MARZO: LA FESTA DEL PAPÀ

Per me non è un giorno felicissimo da festeggiare perché io il papà non ce l’ho più e l’ho perso in modo molto violento ed ingiusto, però è un giorno importante per riflettere, fare qualcosa…

….come ricordare o non dimenticare mai;

…come condividere con chi mi può capire. La morte è più forte della vita perché impedisce di vedersi, di toccarsi, di parlarsi – il silenzio e il vuoto creano molto dolore…SENTI LA MANCANZA – ma non è più forte dell’amore, del legame e del ricordo che vivranno sempre. Infatti da quel giorno non ho mai smesso di avvertire la presenza di mio padre in ogni mio risveglio, momento importante, comportamento e sbaglio. Con un raggio di sole potente come una mano che si appoggia sulla spalla o non riuscire ad alzarsi dal letto perché quel giorno è proprio meglio così, perdere qualcosa e ritrovarla in un posto assurdo; a volte (quando sono demoralizzata, triste e priva di entusiasmo perché non riesco a realizzare i miei sogni e qualcuno o qualcosa frena il mio cammino) mi sento come una marionetta con qualcuno che muove i miei fili e mi fa rialzare in piedi anche se fa male ed è difficile…È lui e c’è sempre. Sono io a volte che lo ignoro, faccio le mie cavolate, perché nessuno può influire sul libero arbitrio, ma lui c’è, lui vive in me, in te, in noi;

…come ricordare a chi ha ancora il papà, di festeggiarlo, basta un abbraccio, un bacio in più, fargli una telefonata in qualunque angolo del mondo e qualunque tipo di rapporto ci sia tra di voi. Amore, stima, rabbia, odio, rancore, non vi parlate più. Oggi non importa… ditegli solo “ti voglio bene”. Vi garantisco che a tutti i papà del mondo farà piacere e voi vi sentirete meglio.

…come portare a casa un po’ di zeppole, sono buonissime.   


WANT’S YOUR FAVORITE SONG..?

SANREMO 2014: I RICORDI

SANREMO 2014: LA MIA CLASSIFICA

  1. Renzo Rubino: geniale  
  2. Francesco Renga: bellissima  
  3. Francesco Sarcina: coinvolgente  
  4. Roberto Sinigallia: anche se squalificata per me è una canzone deliziosa e tra le mie preferite  
  5. Arisa: raffinata

Tutte le altre, scusate, ma proprio non mi piacciono!

È SAN VALENTINO: PREPARARSI BENE

Oggi è il 14 Febbraio: la festa dell’Amore e…

Vorrei dedicare questo post a tutti coloro che amano e si amano, ma anche a chi si esprime nel seguente modo e che mi lascia così amareggiata:

“che festa ridicola”

“io non ho tempo per queste smancerie”

“è solo un sistema per far spendere più soldi”

Sono tutte baggianate…ma a chi non fa piacere ricevere e dare un po’ d’attenzione. Basta poco per regalare un sorriso, un’emozione, un momento indimenticabile.

Io sono una creatura romantica che adora i cupidi, i cuoricini, i fiori, i cioccolatini, la torta a forma di cuore, le cenette romantiche, farmi super bellissima, ma più di tutto amo quello che c’è dietro. Il gesto, il pensiero, il tempo, il farti sentire importante. Pensare…caspita lui o lei ha pensato a questo. L’ha fatto per me, mi ha dedicato un momento. Si ricorda di me…

San Valentino è semplicemente un giorno in più oppure anche uno solo giorno (per chi lavora troppo e per chi è un pochino distratto) per ricordarsi e dedicarsi alla persona che si ama, la quale ci ama, con la quale si condividono tutte le gioie e i dolori. Colui o colei che si prende cura di voi tutti i giorni, che vi prende la mano e vi accarezza il viso. La costruzione di un amore e il tempo che uno regala all’altro.

Tutti dovrebbero segnare LOVE! in rosso sul calendario: il 14 febbraio è la festa dell’Amore, di chi si vuole bene. Dovrebbe esserlo sempre, ma questo è il giorno in cui “m’importa solo di noi!”

Sono così banali, tristi le persone che dicono di non avere il tempo per queste cose perché hanno troppo da fare. Quanto ci vuole? Quanto?

“Beati voi aridi di sentimenti, che non patite mai niente – e mai niente sentirete” disse Immanuel Kant.

Ma avete mai visto l’espressione di una donna quando riceve un mazzo di fiori e  legge il biglietto che lo accompagna? Di più bello, c’è solo l’emozione che prova.

E l’espressione di un uomo? Provate a fargli una sorpresa, soprattutto a colui che dice di non importagliene nulla….non ha prezzo!

Ecco i miei consigli per tutti: sia se siete delle cozze o dei romantici, se siete single, fidanzati, sposati o semplicemente amici del cuore.
Io non ho mezze misure perciò adoro sia i piccoli gesti (quelli attenti, tenerissimi ma di fortissimo impatto…vanno dritti al cuore) quanto le megalomania, le follie…

Vi regalo la canzone di Massimo Ranieri (fate click) con la perfetta atmosfera: che sia una o cento ma le Rose Rosse non possono assolutamente mancare…MAI!

L’importante è dare sfogo alla propria fantasia, per un giorno tutto è concesso. Sorprendere e stupire.

Io mi diverto tantissimo ad escogitare, sognare, creare il momento perfetto. Il più semplice o il più elaborato, va tutto benissimo dovete essere VOI. Fiori, bellezza, eleganza, profumi, candele, cibo, dolci, cioccolato, vino, champagne, luoghi, ricordi, musica e sex in the city. Oppure stravolgete tutto e fate qualcosa che non fareste mai o che la vostra dolce metà neanche si sogna.

Le idee possono essere infinite, potete davvero sbizzarrirvi. Romanticismo, gioco, piacere e felicità allo stato puro.

Domani vi racconto, cosa mi sono inventata io per il mio Amore…e voi cosa combinerete?

 

IL CORAGGIO DI VIVERE

HV7X83RA-582-U10202542259201rD--640x360@LaStampa.it

Ieri a 85 anni è morta Shirley Temple.
È stata la prima diva bambina del mondo del cinema, la prima per cui tutti erano stregati da quei suoi riccioli d’oro e tutti erano incantati da quel viso d’angelo, dal suo sorriso dolce ed intelligente e da quel suo magnifico coinvolgente “tip tap”. Interpretava personaggi di bambine dolci e leziose, ma dotate di una saggezza impressionante per la loro età.
Mi dispiace tanto che siano in molti oggi, soprattutto i giovani, a non sapere nemmeno chi sia e mai abbiano visto neanche uno dei suoi tanti film…tutti deliziosi come lo era lei.
Io credo di averli visti quasi tutti,  fin da piccola il cinema (Adoro i film in bianco e nero. Belli, semplici ed eleganti) ha sempre fatto parte della mia vita ed ero incantata a guardare film come Il piccolo colonnello, La piccola principessa, Cin Cin, Zoccoletti Olandesi e Riccioli d’Oro.
Che peccato, che la televisione non riproponga un ciclo di questi film (e anche altri. Ne avrei una lista infinita), ma insiste sul proporci programmi spazzatura che trasmettono il peggio del peggio.
 
La vita di Shirley Temple non è stata sicuramente facile. No, non è stato facile nascere nel 1928 e a soli cinque anni essere già di fronte alle telecamere ed essere un enfant prodige.
Castana di natura, ma diventata “bionda” per volere dei produttori, con la mamma che ha la geniale intuizione di tramutare quel casco di capelli in una cascata di boccoli e di portarla a lezione di “tip – tap” quando a malapena sa camminare.

Tutto questo non farà che aumentare la voglia di vivere di Shirley, di sviluppare i suoi talenti e la sua simpatia. In pochi anni sarà la protagonista di una decina di pellicole campioni d’incasso per gli anni 1935-36-37-38, vincendo nel 1935 anche un Premio Oscar “giovanile”, un riconoscimento inventato apposta per lei, con il film La mascotte dell’aeroporto.

Attori del calibro di Cary Grant, Clark Gable, Bing Crosby, John Wayne, Henry Fonda, Ronald Reagan, Gary Cooper, Carole Lombard, Jimmy Durante, Robert Taylor e Joan Crawford (e molti altri) saranno i suoi partner tutti affascinati ed offuscati dall’energia di questa minuscola bimba che recita, canta e balla insieme a loro.

Tutto il mondo sarà pazzo di Riccioli d’Oro (Dalì, I Beatles, altissimo è stato il numero di gadget a lei dedicati che invasero gli States: bambole, dischi, tazze, cappelli, abiti. Addirittura uno dei cocktail più famoso al mondo porta il suo nome), con la Fox Film Corporation che tramuta la bambina in una star di proporzioni planetarie.

Il presidente Roosevelt dirà che l’energia di quella bimba era tale da dare speranza, dare la “forza di andare avanti” alla gente messa in ginocchio dalla Grande Depressione. “Finché il nostro Paese avrà Shirley Temple, noi staremo bene”.

Con il passare degli anni il pubblico e il cinema perdono interesse, non hanno più simpatia per Shirley Temple che, dopo averci riprovato per qualche anno senza successo, si ritirerà definitivamente dalle scene. Perché? Ma Perché tutti avrebbero voluto che lei  restasse l’eterna bambina tutta boccoli d’oro che ballava divinamente il tip tap e trasmetteva positività. E forse è così e sarà così per sempre. Se non fosse sopraggiunta ieri la notizia della sua morte, io stessa me la ricordavo solo così.

60c5d6540dbb7087c1641bfc2918c093-U1020254225920127--640x360@LaStampa.itMa anche Shirley Temple è cresciuta ed è dovuta diventare adulta. Ha accettato con coraggio che le telecamere per lei si sono spente e la popolarità sarebbe andata scemando. No nessuna depressione, nessun tentato suicidio, no alcol, no droga, nessun vittimismo. Con la forza di sempre deciderà di rinnovarsi. Diventerà Shirley Temple Black moglie (due volte), madre, nonna e bisnonna. 

Nel 1967 si dedicherà alla carriera in politica, con la candidatura al Congresso per il Partito Repubblicano, per poi diventare dal 1969 al 1970 rappresentante degli USA presso l’ONU e ambasciatrice degli USA in Ghana (1974) e Cecoslovacchia (1989). Shirley Temple Black è stato il primo personaggio pubblico a parlare pubblicamente dell’aver avuto un tumore al seno.

Il 12 settembre 2005 Melissa Gilbert, presidente della Screen Actors Guild,  ha annunciato la consegna all’ex attrice del premio più prestigioso, lo Screen Actors Guild Life Achievement Award. Ecco le sue parole: “Penso che nessuno meriti il SAG Life Achievement Award più di Shirley Temple Black. Il suo contributo all’industria dell’intrattenimento è stato senza precedenti. Ha vissuto una vita davvero notevole, una brillante attrice che il mondo ha conosciuto quando lei era solo una bambina. In ogni cosa che lei ha fatto ha dimostrato una grazia non comune, talento e determinazione, per non menzionare la compassione e il coraggio. Quando era bambina ero entusiasta di ballare e cantare i suoi film e già di recente come presidente Guild sono stata orgogliosa di poter lavorare al suo fianco, come sua amica e collega. Lei ha avuto un’indelebile influenza sulla mia vita. Lei era il mio idolo quando io ero una ragazza e rimane il mio idolo ancora oggi”

Il sorriso, la tenacia e l’entusiasmo per la vita hanno permesso a Shirley Temple Black di arrivare ad 85 anni con la capacità di affrontare la vita, che riserva tante sorprese, che può essere ingiusta e dolorosa, non è  mai inutile e va rispettata.
Lei è un esempio per i giovani d’oggi così persi, pieni di rabbia, intolleranti, insoddisfatti e forse troppo interessati al “niente”.  
Un tempo si parlava di gioventù bruciata, oggi di gioventù del niente, senza desideri perché essere è troppo faticoso, senza famiglia perché i genitori sono diventati “gli amici” e vedono ma preferiscono non guardare, e senza amici perché l’amicizia vera non esiste più. Con gli amici si sta solo sui social network, invece che stare insieme e condividere passioni come sport, cinema e musica.  
Come si fa ad amare, vivendo nel niente?

images-5

Assisto impietrita al dramma di questa gioventù, a quello che fa, a come reagisce di fronte alle difficoltà, nel modo più sbagliato: droga, sesso, omicidi, suicidi…violenza e crudeltà verso se stessi o verso gli altri.
Io vorrei dedicare questo post a chi ha il coraggio di vivere le bellezze  – quelle vere!- ma anche le difficoltà e le ingiustizie della vita   sapendo che si può avere paura, che si può sbagliare ma trovando poi la forza di affrontarle senza vigliaccherie, senza lacerare il cuore di chi ti vuole bene.

Il coraggio non è l’assenza di paura, ma la consapevolezza che qualcosa è più importante della paura. 

L’impavido forse non vivrà in eterno, ma il cauto, non vivrà affatto. 

D’ora in poi percorrerai il sentiero che congiunge chi pensi di essere e chi vuoi diventare. 

La chiave di tutto, sta nel permettere a se stessi di compiere il viaggio.

Ambrose Redmoon

images-3

 

SHRILEY TEMPLE FOREVER