IL CORAGGIO DI VIVERE

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Ieri a 85 anni è morta Shirley Temple.
È stata la prima diva bambina del mondo del cinema, la prima per cui tutti erano stregati da quei suoi riccioli d’oro e tutti erano incantati da quel viso d’angelo, dal suo sorriso dolce ed intelligente e da quel suo magnifico coinvolgente “tip tap”. Interpretava personaggi di bambine dolci e leziose, ma dotate di una saggezza impressionante per la loro età.
Mi dispiace tanto che siano in molti oggi, soprattutto i giovani, a non sapere nemmeno chi sia e mai abbiano visto neanche uno dei suoi tanti film…tutti deliziosi come lo era lei.
Io credo di averli visti quasi tutti,  fin da piccola il cinema (Adoro i film in bianco e nero. Belli, semplici ed eleganti) ha sempre fatto parte della mia vita ed ero incantata a guardare film come Il piccolo colonnello, La piccola principessa, Cin Cin, Zoccoletti Olandesi e Riccioli d’Oro.
Che peccato, che la televisione non riproponga un ciclo di questi film (e anche altri. Ne avrei una lista infinita), ma insiste sul proporci programmi spazzatura che trasmettono il peggio del peggio.
 
La vita di Shirley Temple non è stata sicuramente facile. No, non è stato facile nascere nel 1928 e a soli cinque anni essere già di fronte alle telecamere ed essere un enfant prodige.
Castana di natura, ma diventata “bionda” per volere dei produttori, con la mamma che ha la geniale intuizione di tramutare quel casco di capelli in una cascata di boccoli e di portarla a lezione di “tip – tap” quando a malapena sa camminare.

Tutto questo non farà che aumentare la voglia di vivere di Shirley, di sviluppare i suoi talenti e la sua simpatia. In pochi anni sarà la protagonista di una decina di pellicole campioni d’incasso per gli anni 1935-36-37-38, vincendo nel 1935 anche un Premio Oscar “giovanile”, un riconoscimento inventato apposta per lei, con il film La mascotte dell’aeroporto.

Attori del calibro di Cary Grant, Clark Gable, Bing Crosby, John Wayne, Henry Fonda, Ronald Reagan, Gary Cooper, Carole Lombard, Jimmy Durante, Robert Taylor e Joan Crawford (e molti altri) saranno i suoi partner tutti affascinati ed offuscati dall’energia di questa minuscola bimba che recita, canta e balla insieme a loro.

Tutto il mondo sarà pazzo di Riccioli d’Oro (Dalì, I Beatles, altissimo è stato il numero di gadget a lei dedicati che invasero gli States: bambole, dischi, tazze, cappelli, abiti. Addirittura uno dei cocktail più famoso al mondo porta il suo nome), con la Fox Film Corporation che tramuta la bambina in una star di proporzioni planetarie.

Il presidente Roosevelt dirà che l’energia di quella bimba era tale da dare speranza, dare la “forza di andare avanti” alla gente messa in ginocchio dalla Grande Depressione. “Finché il nostro Paese avrà Shirley Temple, noi staremo bene”.

Con il passare degli anni il pubblico e il cinema perdono interesse, non hanno più simpatia per Shirley Temple che, dopo averci riprovato per qualche anno senza successo, si ritirerà definitivamente dalle scene. Perché? Ma Perché tutti avrebbero voluto che lei  restasse l’eterna bambina tutta boccoli d’oro che ballava divinamente il tip tap e trasmetteva positività. E forse è così e sarà così per sempre. Se non fosse sopraggiunta ieri la notizia della sua morte, io stessa me la ricordavo solo così.

60c5d6540dbb7087c1641bfc2918c093-U1020254225920127--640x360@LaStampa.itMa anche Shirley Temple è cresciuta ed è dovuta diventare adulta. Ha accettato con coraggio che le telecamere per lei si sono spente e la popolarità sarebbe andata scemando. No nessuna depressione, nessun tentato suicidio, no alcol, no droga, nessun vittimismo. Con la forza di sempre deciderà di rinnovarsi. Diventerà Shirley Temple Black moglie (due volte), madre, nonna e bisnonna. 

Nel 1967 si dedicherà alla carriera in politica, con la candidatura al Congresso per il Partito Repubblicano, per poi diventare dal 1969 al 1970 rappresentante degli USA presso l’ONU e ambasciatrice degli USA in Ghana (1974) e Cecoslovacchia (1989). Shirley Temple Black è stato il primo personaggio pubblico a parlare pubblicamente dell’aver avuto un tumore al seno.

Il 12 settembre 2005 Melissa Gilbert, presidente della Screen Actors Guild,  ha annunciato la consegna all’ex attrice del premio più prestigioso, lo Screen Actors Guild Life Achievement Award. Ecco le sue parole: “Penso che nessuno meriti il SAG Life Achievement Award più di Shirley Temple Black. Il suo contributo all’industria dell’intrattenimento è stato senza precedenti. Ha vissuto una vita davvero notevole, una brillante attrice che il mondo ha conosciuto quando lei era solo una bambina. In ogni cosa che lei ha fatto ha dimostrato una grazia non comune, talento e determinazione, per non menzionare la compassione e il coraggio. Quando era bambina ero entusiasta di ballare e cantare i suoi film e già di recente come presidente Guild sono stata orgogliosa di poter lavorare al suo fianco, come sua amica e collega. Lei ha avuto un’indelebile influenza sulla mia vita. Lei era il mio idolo quando io ero una ragazza e rimane il mio idolo ancora oggi”

Il sorriso, la tenacia e l’entusiasmo per la vita hanno permesso a Shirley Temple Black di arrivare ad 85 anni con la capacità di affrontare la vita, che riserva tante sorprese, che può essere ingiusta e dolorosa, non è  mai inutile e va rispettata.
Lei è un esempio per i giovani d’oggi così persi, pieni di rabbia, intolleranti, insoddisfatti e forse troppo interessati al “niente”.  
Un tempo si parlava di gioventù bruciata, oggi di gioventù del niente, senza desideri perché essere è troppo faticoso, senza famiglia perché i genitori sono diventati “gli amici” e vedono ma preferiscono non guardare, e senza amici perché l’amicizia vera non esiste più. Con gli amici si sta solo sui social network, invece che stare insieme e condividere passioni come sport, cinema e musica.  
Come si fa ad amare, vivendo nel niente?

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Assisto impietrita al dramma di questa gioventù, a quello che fa, a come reagisce di fronte alle difficoltà, nel modo più sbagliato: droga, sesso, omicidi, suicidi…violenza e crudeltà verso se stessi o verso gli altri.
Io vorrei dedicare questo post a chi ha il coraggio di vivere le bellezze  – quelle vere!- ma anche le difficoltà e le ingiustizie della vita   sapendo che si può avere paura, che si può sbagliare ma trovando poi la forza di affrontarle senza vigliaccherie, senza lacerare il cuore di chi ti vuole bene.

Il coraggio non è l’assenza di paura, ma la consapevolezza che qualcosa è più importante della paura. 

L’impavido forse non vivrà in eterno, ma il cauto, non vivrà affatto. 

D’ora in poi percorrerai il sentiero che congiunge chi pensi di essere e chi vuoi diventare. 

La chiave di tutto, sta nel permettere a se stessi di compiere il viaggio.

Ambrose Redmoon

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