LA COLLINA DEI PAPAVERI

 Come si può pensare di costruire un futuro se si dimentica il proprio passato?

È il nuovo cartone animato firmato da Goro Miyazaki e realizzato dallo Studio Ghibli. Umi è un’adolescente che vive con la nonna, i fratelli e una serie di pensionati in una grande casa che dalla “collina dei papaveri” si affaccia sul porto di Yokohama, la seconda città del Giappone. Ogni giorno issa le bandiere: un rito nostalgico di saluto in ricordo di suo padre marinaio scomparso anni prima nella guerra di Corea. Improvvisamente  il Destino regala alla ragazzina un incontro: Shun

Il figlio del più celebre Hayao, riesce con una tenerezza naïf a raccontare il destino personale e quello di una generazione legata alla lotta studentesca nell’anno 38 dell’Epoca Showa, ossia il 1963 (un anno prima dei Giochi olimpici di Tokyo come ben si nota dai cartelli pubblicitari).

Questa volta l’elemento fantastico, utilizzato spesso dal padre di Goro in passati capolavori,  lascia lo spazio ad una storia vera con atmosfere particolari e sorprendenti, come il polveroso e variegato microcosmo del Quartier Latin, simbolo culturale degli anni ’60, ridotto a quartier generale di club scolastici e ricordi, ed ora minacciato dall’avvento del processo di modernizzazione post bellica. Stupendo come è stato disegnato: a metà strada tra un centro sociale, Hogwarts e un negozio di antiquariato. Bellissimo quando le ragazze aiutano a ripulirlo e a ristrutturarlo per evitare che venga demolito. 

La Collina dei Papaveri mi ha ricordato molto e in tutto “Piccoli problemi di cuori” o Marmalade Boy, uno dei manga che più mi ha appassionata. Con gli stessi elementi: la scuola, i ragazzi e le ragazze con le loro divise tipiche delle scuole giapponesi, l’amicizia, gli amori, le lacrime e le lotte studentesche. Un’atmosfera  insomma piena nostalgia, di colori pastello, di semplicità. 

Umi e Shun come Miki e Yuri vogliono la verità sulle loro origini e diventano, con l’entusiasmo e la freschezza della loro gioventù, i difensori della tradizione e dell’identità dei loro padri, mentre si interrogano se sia venuto il tempo di guardare speranzosi al futuro.  Una grande amicizia che diventa amore, amore con qualche ostacolo e un segreto da svelare: “Io sarà sempre innamorata di te”…Anch’io sono innamorato di te.  Un delizioso film da non perdere, senza aspettarsi però la magia evocativa e fantastica di Miyazaki padre.

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