WOMB

Womb è un film drammatico diretto da Benedek Fliegauf ed interpretato da Eva Green, Matt Smith, Lesley Manville, Peter Wight, István Lénárt, Hannah Murray, Ruby O. Fee, Tristan Christopher, Jesse Hoffmann, Natalia Tena.

Non lo so se il film mi è piaciuto, sicuramente è un film interessante, discutibile, da vedere. Il tema è utilizzare il DNA di una persona cara per generare un clone di essa. Il fuoco della passione tra Rebecca e Tommy si spegne a causa di un incidente in cui lui perde la vita. La giovane, straziata dal dolore, decide di farsi impiantare nell’utero un nuovo Tommy.

Ma un figlio può essere l’amore perduto? Si può amare allo stesso modo e di nuovo come prima? Anche se si tratta di un clone, di un essere che è cresciuto nel suo ventre “in prestito”, poi lo ha partorito e cresciuto come un figlio! Una madre può fare l’amore con suo figlio e viceversa? Una madre può provare dolore e gelosia quando il figlio divenuto adulto scopre il sesso e l’amore verso una sua coetanea? Non lo so se sono d’accordo su questi temi, specie in un mondo ormai così superficiale. Io non ci credo e non voglio crederci.

Certo chi non desidera credere nell’amore eterno e nella vita dopo la morte. L’inseminazione artificiale, l’opportunità di applicare questa tecnica fino all’incesto è davvero aberrante e scabroso. Ma dove sta andando la scienza, a che punto ci permettiamo di arrivare? Capisco che quando si perde qualcuno, quando la vita viene spezzata all’improvviso, il dolore e il rimpianto sono incolmabili e si desidera solo riportarlo di qua, riaverlo. Però abbiamo noi il diritto lottare contro la morte e di pensare che una donna possa partorire il fidanzato o una figlia partorire la madre?  Tutto questo è troppo da laboratorio, meccanico e calcolato…i sentimenti, l’amore sono tutta un’altra cosa. Questo non porta che alla desolazione più totale .

Infatti durante tutta la visione di Womb si avvertono la lentezza del tempo che trascorre e la tristezza in cui vivono i protagonisti soffocati da se stessi e del vuoto più totale. Perfetta la scelta della location – la fredda costa del Nordest della Germania con gli spazi immensi, le praterie incontaminate, le spiagge deserte – e della luce bluastra che enfatizza ancora di più il dramma della storia.

L’interesse del regista si concentra unicamente sulle emozioni: lunghissimi silenzi e pause alimentano l’ansia e lo stato d’animo di Rebecca e Tommy, i protagonisti del film. Una Eva Green sempre bravissima, affascinante e sempre un po’ dark dall’interpretazione molto intensa e in ottima sintonia con Matt Smith. Tra Rebecca e Tommy vive il non detto, la simbiosi, l’emarginazione “nessuno vuole stare con una copia” e, nel trascorrere degli anni, l’impossibilità di amarsi sia come madre e figlio, sia come fidanzati. Faranno l’amore finalmente e che orrore…ma per loro non sarà più la stessa cosa. Resta di nuovo solamente la solitudine.

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