W.E

Quel geniaccio malefico di Madonna non ha deluso nemmeno al cinema realizzando un piccolo capolavoro sulla storia reale più scandalosa d’Inghilterra, la storia d’amore per eccellenza.
Lo fa con eleganza, veramente tanta eleganza e in modo patinato ed ambizioso perché sappiamo tutti quanto Madonna sia maniaca dell’attenzione al più piccolo dettaglio.
Un modo originale di raccontare la storia di Edward e Wallis.
Siamo in Inghilterra, 1934. Wallis Simpson diventa l’amante del Re d’Inghilterra Edoardo VIII. Folgorato dalla personalità della signora Simpson, il sovrano decide di abdicare pur di sposare la donna della sua vita, una cittadina americana pluridivorziata, apertamente contrastata dalla famiglia Windsor. E siamo anche a New York, 1998. Wally Winthrop è una giovane donna solo apparentemente fortunata. È intrappolata in un matrimonio senza amore, maltrattata e frustrata. Wally non fa che pensare a Wallis Simpson, l’elegante divorziata americana che ha conquistato il cuore di Edoardo VIII, disposto per lei a rinunciare al trono d’Inghilterra. Come

Duchessa di Windsor, Wallis passa il resto della sua vita nella luce di un esilio dorato. Ispirata dalla determinazione della Duchessa a perseguire l’amore anche di fronte all’esilio sociale, Wally finisce tra le braccia di un altro uomo, quello giusto finalmente,  il cui amore la libera.

Tutti hanno sempre parlato del gesto di Edoardo VIII  – rinunciare al suo Regno per amore –  ma non si è mai parlato ne pensato della vita di Wallis Simpson e di cosa abbia rinunciato Lei per lui. Troppo scontato forse ma molto drammatico. Rimanere al fianco di un uomo che sacrifica tutto per lei ha significato essere relegata ad un ruolo di comprimaria, una falsa regina costretta da un vero re a rinunciare alla libertà, tanto inseguita nella sua vita anticonformista, alla sua privacy e la sua reputazione. Le gioie e i dolori di un grande amore.
Stupende le due protagoniste Abbie Cornish e Andrea Riseborough,  forse è vero il limite maggiore del film è la ricerca continua dell’immagine bella, ma per una donna è così, e a quell’epoca era anche peggio. Davvero “la cosa più importante è il viso, il resto ti ci siedi sopra” e non mi sento di criticare Madonna, che è brava anche come regista proprio perché non è ancora perfetta, anche se ha scelto di essere supportata come sempre solo dai “the best of…”. Questo è anche il suo bello…saper valorizzare i suoi pregi e nascondere i difetti…una grande qualità e Madonna in questo è diventata un genio.
La pellicola scorre piacevole, la due storie sono intense e affascinano lo spettatore nelle loro vicende. Madonna, aiutata dalla bravura degli attori, osa nella fotografia, nei costumi, nelle acconciature (io adoro gli anni 30. La cura della pelle, bianchissima, il rossetto color porpora, le toilette così sofisticate ma semplici. Gli abiti a sottoveste in seta, le perle, i gioielli…che nostalgia, che voglia di  eleganza, veramente contagiosa.), nella mescolanza delle musiche, divertendosi ad inserire brani diversissimi fra di loro, da Lujon di Henry Mancini a Pretty Vacant dei Sex Pistols (ascoltatele subito entrambe) quando Wallis balla come una matta scatenata, appena il suo Edward glielo chiede. La colonna sonora di “W.E.” contiene musiche composte, arrangiate e prodotte da Abel Korzeniowski e, naturalmente, il brano “Masterpiece”, vincitore del Golden Globe.
Quello che piace e arriva allo spettatore è la favola di Wallis Simpson che veglia sulla ragazza in crisi sentimentale; i propri miti diventano l’esempio per tentare di dare una svolta alla propria vita. Che male c’è…? L’importante è avere una ragione per reagire e salvarsi. E l’addio fra queste due vecchie amiche colpisce al cuore. Avevo le lacrime…!
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