LA GUERRA È DICHIARATA

 “Perché è capitato a noi?” si domanda Romeo 

“Perché noi ce la possiamo fare” gli risponde Juliette.

Quando l’amore vince su tutto. Un’intima autobiografia che rivela che, a volte, si può vincere contro il dramma, anche quando sembra di aver perso in partenza.

No, non sono ne impazzita, ne desidero rattristarvi. Invito tutti, ma proprio tutti ad andare al cinema. Questo film è differente perché esistono due modi di affrontare le difficoltà della vita: disperarsi lasciandosi travolgere dalla tragedia oppure reagire eroicamente e poi decidere di raccontare la propria storia sottolineando l’ottimismo, la vivacità piuttosto che gli aspetti negativi e dolorosi.

La guerra è dichiarata sceglie la seconda strategia e racconta di una giovane coppia – innamorati spensierati – che combatte con ostinazione e un pizzico d’incoscienza contro la malattia del figlio. Una dolorosa lotta contro il male e contro il destino con il sorriso sulle labbra, un’energia senza posa, una determinazione senza pari ed una bellissima e contagiosa storia d’amore. 

Nel ruolo dei protagonisti Romeo e Juliette ci sono Valérie Donzellila regista del film, e il suo ex compagno, Jérémie Elkaïm.  Valérie Donzelli e Jérémie Elkaïm sono un duo invincibile, sia dentro che fuori lo schermo. Loro stessi alcuni anni fa hanno affrontato la grave malattia del figlio Gabriel, che oggi ha dieci anni. Insieme hanno scritto la sceneggiatura basandosi sul diario tenuto dalla Donzelli durante quel periodo. Non è facile rivivere nelle condizioni drammatiche che la vita ha riservato loro realmente ma loro vitalità e la bellezza delle loro dichiarazioni d’amore sono tali che dovevano essere raccontate. 

Ho trovato meraviglioso il momento in cui la giovane coppia, a poche ore dal delicato intervento del loro piccolo, si stringono forte nel letto e trovano conforto parlando e scambiandosi con sincerità tutte le loro paure sulle conseguenze dell’intervento. “Io ho paura che mio figlio diventi…”…Così come fosse un gioco per lottare insieme e non farsi sopraffare dalla disperazione e dalla paura stessa. Un film amatoriale – è stato girato con una semplice macchina fotografica che disponeva della funzione video (solo il finale è in 35 mm) da una troupe ridotta – raccontato da tre voci fuoricampo. A tratti è un po’ strano ma nessun voyeurismo ingiustificato e nessun cinismo.

I due protagonisti non solo non smettono di vivere ma sono la dimostrazione cosa sia l’Amore tra due persone e che cosa diventa quando si è genitori. È tenerezza, complicità, trovare la forza l’uno nell’altro e… insieme…affrontare tutto e con il sorriso sulle labbra. Solo così si vince tutto.

Non sarebbero stati mai più gli stessi, ma sarebbero stati legati, l’uno all’altra per sempre.

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