BIANCANEVE

È importante riconoscere quando si è stati battuti

 Per chi è abituato a conoscere una Biancaneve così con Dotto, Brontolo, Mammolo, Eolo, Gongolo, Pisolo e Cucciolo…

…il morso della mela avvelenata e… il bacio del Principe Azzurro…

… C’era una volta Biancaneve.

Oggi è tutta un’altra storia e la nostra protagonista è una principessa romantica, dolce, troppo bella da far invidia alla Regina, ma alla quale saprà tenere testa perché tutt’altro che ingenua. Nel giorno del suo 18° Compleanno, dopo poche parole della fidata panettiera Margaret, Biancaneve trova il coraggio per ribellarsi alle regole della Regina e vuole vedere con i suoi occhi la verità: nel suo Regno, quello del suo amatissimo padre (misteriosamente scomparso e creduto morto), “la gente non canta e non balla più”.  

Biancaneve scappa…e, mentre la Regina la crede morta, incontra Mezzapinta, Grimm, Napoleone, Risata, Lupo, Macellaio e Mangione che le vorranno subito bene e le insegneranno velocemente a difendersi e a diventare il capo dei questi banditi “sette giganti nani a volte piccoli” dall’aspetto buffo e grottesco ma dal cuore nobile e giusto.

Un po’ alla Robin Hood affronteranno la Regina Cattiva: una strepitosa Julia Roberts che secondo me non si è mai divertita tanto. Perfida, acida, irrassegnabile al tempo che le sta portando via la bellezza e che riesce a rendere sopportabile solo il suo celebre sorriso a 59 denti. 

Quanto ho riso di fronte alle orripilanti cure di bellezza a cui si sottopone prima del matrimonio che includono escrementi spalmati in faccia, punture di insetto, pesciolini che fanno la pedicure. La scena più bella, che ricorda vagamente Via col vento, quella dello stringi-corsetto come strumento di tortura.


E il Principe… ?  Anche per lui qui è tutta un’altra storia. Un bellissimo Armie Hammer, che s’innamore
rà follemente di Biancaneve e viceversa, anche se tenteranno di uccidersi, in difesa dei rispettivi principi…bugie contro verità.

Un Principe che regala alcuni dei momenti più divertenti del film. Dallo scatenarsi degli ormoni di Julia Roberts al vederlo villoso e senza maglietta (sì, è quasi sempre a torso nudo) ad una delle battute più riuscite del film, quel “Perchè vuoi cambiare il finale di una storia che da secoli supera i test di gradimento del pubblico?” a Biancaneve in preda ad ansia da prestazione.

Questa ricostruzione della fiaba di Biancaneve (che io adoro) mi è piaciuta molto.

Tarsem Singh ha fatto proprio un bel film. Sì perché ha cambiato tutto,  ha reso la storia interessante ed intrigante, ha fatto divertire, ma più di tutto ha conservato la magia della fiaba.

Meravigliose le ambientazioni e i costumi sono firmati Eiko Ishioka, celebre costumista giapponese scomparsa lo scorso gennaio. I vestiti sono sontuosi, un po’ assurdi, ma ricchi di suggestioni di provenienza diversa, con forti radici storiche e non privi di qualche spunto addirittura avveniristico. Ecco il mio preferito.

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