VASCO ROSSI ALLA SCALA

La danza classica ad interpretare le sue canzoni e le porte del Teatro alla Scala di Milano che si aprono per Vasco Rossi che voleva una vita spericolata e non si può proprio dire che non l’abbia avuta.

Ieri sera all’imbrunire, in un teatro alla Scala stracolmo, appena si sono spente le luci, la musica ha illuminato tutti i presenti e non solo perchè suonavano le note di Albachiara, la canzone più nota di Vasco Rossi, il rocker più famoso d’Italia.
Le musiche di Vasco per un balletto alla Scala? Ebbene si!
 
Non dovrebbe sorprenderci troppo la cosa. Da sempre infatti, Vasco si è impegnato a liberare la musica da qualsiasi barriera che la ostacolasse.
Prima di intraprendere la carriera da cantautore fondò insieme ad un gruppo di amici a metà degli anni ’70 la prima radio libera italiana.
Fu lui ad intuire che le radio pubbliche di allora erano inadeguate per i giovani, per la loro musica, la loro voglia di conoscenza ed emancipazione.
 
Nei suoi 35 anni di carriera Vasco ha sempre cercato nuovi palcoscenici, non accontendosi mai di quelli convenzionali.
Come quando da giovane, con i capelli lunghi, la chitarra in mano e la voce raoca si esibiva nelle balere abituate a vedere gonne lunghe muoversi a ritmo di liscio.
Sembrò rifiutare la TV nelle sue apparizioni Sanremesi destando stupore e indignazione tra i più.
Il successo discografico degli anni successivi gli diede ragione: la musica non aveva bisogno di adeguarsi al teleschermo, al contrario doveva essere suonata in mezzo alla gente, senza barriere. Vasco pagò in prima persona questo suo donarsi al rock.
Come non ricordare il luglio del 1990 quando si esibi – per primo- davanti a 80 mila persone nello stadio “mondiale” di San Siro a 3 anelli, inaugurando di fatto una lunga tradizione di concerti di massa in giro per lo stivale. Da allora gli stadi non vengono più ricordati per derby o finali mondiali ma anche per concerti epici, simbolo dell’aggreagazione, soprattutto dai giovani, che sono cresciuti con questi appuntamenti. 
 
Torniamo a ieri sera, un balletto animato da giovani talenti che danzavano in modo fantastico sulle note rivisitate per l’occasione da Celso Valli, l’arrangiatore di sempre di Vasco.
 
Le luci, il teatro, la scenografia, il ballo con la sua coreoagrafia a fare da contorno alla musica ma soprattutto alle parole di Vasco, la lirica!
Mai come ieri le canzoni hanno rappresentato i 35 anni di carriera del cantautore modenese. Canzoni con le quali sono cresciuto
Ieri sera non si è visto un balletto o ascoltata della musica, ieri sera si è vissuta l’Arte. Ho visto una Scala diversa, goduto di un balletto straordinariamente efficace e scoperto i testi di Vasco con un sentimento nuovo. Uscendo dal teatro ho visto anche un mondo diverso. Un mondo che non senza difficoltà è comunque riuscito a portare la musica del rocker maledetto dentro la Scala.
 
Questo è l’esempio che la musica non ha confini, non ha età e soprattutto è capace di adattarsi a qualsiasi situazione.
Posso perciò dire che ieri il ballo, la musica e la lirica hanno fatto grande la Scala e non vice-versa.

Commento di un grande ammiratore di Vasco Rossi, da sempre.

 
 
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