HUGO CABRET

Se perdi il tuo scopo è come se fossi rotto.
Il più bel film che io abbia mai visto: una favola per sognatori e amanti del cinema.
Ma cosa sta succedendo al cinema o è mio Nonno che nel 2012 ha deciso prima con The Artist e adesso con Hugo Cabret di mandarmi così tanti messaggi, tanti ricordi…rivivere un po’ il passato, l’infanzia per non dimenticare…non dimenticare mai.
Se esiste una dimensione dove il sogno incontra la favola e vi trova anche la magia, l’illusione e l’immaginazione, allora è lì che vuole arrivare Martin Scorsese. Perfetto per farci ritornare dei bambini, quando sognare era più facile ed era assolutamente naturale ritrovarsi in questa dimensione. Da adulti è così difficile lasciarsi andare…troppa paura.
Ma la bellezza del cinema è proprio far rivivere la potenza della fantasia e ricordare emozioni perdute. Il cinema è lo strumento per riacciuffare quel mondo perduto che ognuno si porta dietro e lasciarsi trasportare dal sogno. Le porte della fantasia e sogno sono aperte da una chiave chiamata cinema. E a me piace tanto.

Hugo (un bellissimo e sorprendente bambino nella realtà chiamato Asa Butterfileld ) ha 12 anni che vive nella stazione di Montparnasse nella Parigi dei primi anni ’30. Rimasto orfano, gli rimane l’unica cosa che l’amato padre gli ha lasciato: un misterioso automa, di straordinaria bellezza, con una penna in mano che si convince debba consegnargli un messaggio scritto proprio dal padre. L’automa è da riparare, ma Hugo è bravo con i meccanismi da aggiustare, ha imparato dal genitore orologiaio. Ed è lui, il piccolo Hugo, che nell’immensa e caotica stazione parigina, di nascosto da tutti, cura la manutenzione di tutti gli orologi.

Per riparare l’automa, rubacchia congegni meccanici in un negozietto di giocattoli della stazione, ma viene beccato, e da quel momento la sua vita cambia. Il vecchio Papà Georges (Ben Kingsley uno dei miei attori preferiti, lui ha un’espressività pazzesca), l’anonimo e rabbioso padrone del negozio che vuole punire Hugo per i suoi furti, è in realtà Georges Méliès, leggendaria figura realmente esistita del cinema degli albori, che ha lavorato con i fratelli Lumière e che è considerato uno dei pionieri della fantascienza sul grande schermo. L’immagine del razzo che colpisce l’occhio della Luna, che diventerà icona del surrealismo e che ha un suo preciso significato nel film, è una sua invenzione. Accompagnato da Isabelle (una stupenda Chloe Moretz), nipote adottiva di papà Georges, Hugo scopre un’alternativa alla sua solitudine, quella di chi è rimasto solo al mondo, e fa riaffiorare un mondo perduto a chi proprio da quel mondo si sentiva tradito.
L’istante in cui l’automa ha iniziato a funzionare è stato da brivido e poi la sua eleganza: avevo il cuore in gola!

E Johnny Depp ?

Il mio attore preferito apparirà infatti in un cameo, nei panni di M. Rouleau, un pittore che sarà d’aiuto ai due giovanissimi protagonisti nel corso della loro “avventura”.  In realtà il suo contributo più importante è stato nel ruolo di produttore e posso dirvi che io ho avvertito tantissimo la sua genialità e la sua esperienza nel creare personaggi di fantasia straordinari. 

In questo film è davvero di alto livello artistico e tecnologico

Annunci

One comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...