MAYA PLISETSKAYA

Il 20 Novembre del 1925 nasce una ballerina sovietica, spesso citata come la piu grande ballerina dei tempi moderni.

Ecco l’esibizione  nel 1975 di una magnifica cinquantenne:

Maya studiò sotto la guida della grande ballerina della scuola imperiale di balletto, Elizaveta Gerdt. Danzò per la prima volta al Teatro Bol’soj a soli undici anni ne La Bella Addormentata. Nel 1943, si diplomò alla scuola coreografica e si unì al Balletto del Bol’soj, con il quale danzo fino al 1990.

Fin dall’inizio, Maya è sempre stata un tipo di ballerina differente: non entrò a far parte del corpo di ballo ma fu nominata subito ballerina solista. I suoi capelli rossi e l’aspetto singolare la resero una persona molto affascinante in scena e fuori. Le lunghe braccia avevano una fluidita che ancora oggi non ha trovato rivali. L’interpretazione che avete appena ammirato è de La morte del cigno, su musica di Camille Saint-Saens, un breve pezzo di bravura reso famoso da Anna Pavlova, che diventò il biglietto da visita di Maya. Famosi erano anche i suoi salti, la schiena flessibile, la forza tecnica della sua danza e il suo carisma.

Nonostante il consenso unanime, Maya non venne trattata molto bene dalla direzione del Bol’soj. Era ebrea in un clima antisemitico e non le fu permesso di andare in tournee nel 1956.

Fu solo nel 1959 che il mondo poté assistere alle esibizioni di Maya Pliseckaja, e questo cambio il mondo del balletto per sempre alzando lo standard delle ballerine sia in termini di brillantezza tecnica che in termini di presenza drammatica.

Le parti piu acclamate da lei interpretate furono: Odette-Odile ne Il lago dei cigni (1947) e Aurora ne La bella addormentata (1961). Nel 1958 fu insignita del titolo di “Artista del popolo dell’URSS” e sposo il giovane compositore Rodion Scedrin, con il quale condivise ulteriore fama e che compose per lei le musiche di alcuni balletti tra cui: The humpbacked horse (“Il cavallino gobbo”), Il gabbiano (tratto dall’omonimo racconto di Anton Cechov), Anna Karenina (coreografia di M. Pliseckaya).

Dopo l’uscita di scena di Galina Ulanova avvenuta nel 1960, Maya Plisetskaya fu proclamata la Prima Ballerina Assoluta del Teatro Bol’soj. Interpretò il ruolo della principessa Tverskaja nella versione russa televisiva di Anna Karenina. Nel 1971, suo marito scrisse la musica per un balletto sullo stesso soggetto, nel quale lei danzò il ruolo principale. Anna Karenina fu anche il suo debutto come coreografa. Altri coreografi che crearono balletti per lei furono Jurij Grigorovic, Roland Petit, Alberto Alonso e Maurice Bejart. E proprio a Maya che si deve il balletto “Carmen”, che aveva infatti un ardente desiderio di creare una versione danzata che avesse per protagonista il celeberrimo personaggio di Merimee.

In occasione di una rappresentazione della compagnia di danza cubana presso il teatro Bol’soj, Maya incontra Alberto Alonso a cui chiede di creare la coreografia di “Carmen”. Maya incontrò tuttavia delle difficolta con riguardo alla musica da utilizzare per l’esecuzione del balletto “Carmen”. Maya si rivolse dapprima a Sostakovic, poi a Chacaturjan i quali declinarono entrambi. Sarà infine suo marito, Rodion Scedrin ad adattare lo spartito di Bizet. Negli anni ottanta, Plisetckaya e Scedrin passarono molto tempo all’estero. A Roma la ballerina fu nominata direttore del Balletto dell’Opera di Roma e a Madrid direttore del Balletto Nazionale spagnolo. All’eta di 65 anni, si ritirò dal Bol’soj come solista. Per il suo settantesimo compleanno debutto in Ave Maya, un pezzo coreografico di Bejart espressamente creato per lei. Dal 1994 presiede la competizione internazionale di balletto intitolata “Maya”.

Per il suo ottantesimo compleanno, il quotidiano economico britannico Financial Times riassunse cosi l’opinione corrente su Maya: “Fu, ed e tutt’ora, una star, un mostro sacro del balletto, l’affermazione definitiva del fascino teatrale, un faro luminoso e fiammeggiante in un mondo di talenti che luccicano debolmente, una bellezza assoluta in un mondo di affettazione.” (articolo dal titolo “Mayan goddess”, autore Clement Crisp, pubblicato il 18 novembre 2005 su “The Financial Times”).

L’anno seguente, l’imperatore Akihito le consegno il Premio Imperiale, informalmente considerato il premio Nobel per l’arte.

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One comment

  1. che ballerina straordinaria e che grazia nella sua danza, fu’ giustamente lei a portare il balletto classico russo in tutto il mondo, brava ad avercelo mostrato con il tuo simpatico blog sempre alla ricerca di cose diverse………
    fg

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